



Teoricamente siamo una società multimediale. Da divoratori di arte ed entertainment dovremmo essere onnivori, passare con naturalezza da un film di Greenaway al nuovo capitolo giocato di Metal Gear Solid fino ad un concerto ska. Poi si finisce col frequentare qualche recinto più di altri, qualcuno può anche essere del tutto sconosciuto, certo. Poi qualcuno magari si lascia bagnare da acque conosciute più di altre, e naviga con piacere sempre nel suo laghetto. Allora ci si incontra per strada e qualche volta chi come me ha il viziaccio di amare il suo laghetto come se l’avesse fatto di mano sua tende a difendere con il coltello fra i denti la sua casetta. Allora il fumetto cos’ha di diverso da un film, da un libro? Sempre una storia è, o no? Costa meno di un film, e richiede meno fatica a leggersi di un libro? Quindi prodotto per disadattati economici e mentali? Meno male che non devo affaticare le mie scarse capacità mnemoniche, né mettermi a sfogliare la mia sempre più caotica libreria, perchè è uscito qualche giorno fa LA MIA VITA DISEGNATA MALE, di Gipi.


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